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Chi siamo

Liscìa è un’associazione che si è costituita per spalancare le porte al cambiamento attraverso la risata, il desiderio e i sogni che abbiamo in comune.

Il nome viene da una parola del dialetto siciliano che anticamente indicava il sapone ricavato dalla cenere, il termine ha poi acquisito una nuova accezione legata proprio allo sciacquar via, allo scivolìo delle cose. Si usa per indicare quello strano senso di spensieratezza folle, spesso legato a un irrazionale, incontenibile desiderio di ridere. La spiega bene Nadia Terranova dicendo: “La cosa più strana è che significa anche “candeggina” ed è un significato che non c’entra niente con l’altro. In questo primo significato sa di nonna, puzza insopportabile, bruciore a contatto con la pelle e biancheria che gratta. L’altro, intraducibile in italiano, è: un senso di disinibita leggerezza che porta a sorridere della propria voglia di far niente. Un senso preciso di perdita di tempo, perdita di giorni, perdita di doveri. “Ho la liscìa” significa che non mi devi stare addosso seriosamente se mi vedi senza direzione, non la voglio la direzione. Il dovere, te lo puoi tenere tu. Voglio stare a guardare lo Stretto e la foschia, le increspature del mare e un bianco nulla che avvolge tutto. Dicono che la liscìa ce l’hanno solo i messinesi, perché viene da un misterioso gas sprigionatosi durante il terremoto del 1908. Può essere, ma secondo me ce l’hai pure tu, solo che nella tua lingua non c’è una parola per dirlo. Allora eccola, ti presto la mia.” (contributo di Nadia Terranova nel Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana, a cura di Matteo B. Bianchi, Giorgio Vasta - Fandango Libri, 2019).

L'Associazione propone laboratori, eventi e iniziative scegliendo principalmente il metodo della Ludopedagogia, per il desiderio di mettere al centro il piacere in quanto motore straordinario di trasformazioni e rivoluzioni.

 
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Beuz

Barbella

Beuz Barbella terrona vagabonda, passa da alcuni anni le sue giornate ad imparare tra bambin*. Aspirante fuoco fatuo, apprendista strega, estinzionista per scelta, ha il piacere come bussola e l’ebbrezza delle corse nelle carriole arrugginite tra i primi giochi nella memoria del corpo.

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Cristina Laura

Cecchini

 

Cristina Laura Cecchini, nata in Venezuela è cresciuta tra le montagne dell’Appennino marchigiano. Avvocata, gioca per cambiare le regole. Sogna di vivere in comunità e pensa che migrare sia il diritto di soddisfare un desiderio. La sua emozione è il dubbio ma non sa resistere alla commozione. Da poco ha scoperto il valore politico di un due tre stella!

 
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Cristina

Gasperin

Cristina Gasperin ha radici tra i monti, il mare incastrato negli occhi, intorno c’è il rumore della città. Intreccia reti e relazioni informali, abbraccia le persone e le idee, ama giocare. I limiti sono finestre senza tende e senza vetri. Gioca per affacciarcisi. Ha i capelli blu e un'isola nel cuore. La sua emozione è l’incertezza, condita di meraviglia. La vita è una caccia al tesoro.

 

Francesco Precenzano. Eccentrica personalità che si sa mettere in gioco. Il motore che lo sposta di luoghi, passioni, professioni e attività varie è per lo più il desiderio di liscìa che è la sua emozione più importante. Le fiere origini calabresi lo dotano inoltre del peperoncino necessario a rendere piccante e esplosiva ogni cosa che organizza. Ritiene imprescindibile  sentipensare la e con la terra per questo da qualche anno è un attivista sui temi dell’ecologia  sociale.  Il suo gioco è l’acchiapparella.

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Francesco

Precenzano

 
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Ginevra

Sammartino

Ginevra Sammartino, romana di origine, nomade di infanzia, migrante di aspirazione, è cresciuta cambiando latitudini e forse per questo è rimasta una trottola. Attivista, fotografa per guardare il mondo che ancora ha da scoprire e gioca per costruire Noi. Sognava una casetta sull’albero, ora sceglie di abitare baracche. La sua emozione è l’inquietudine che la spinge a ricrearsi andando sempre oltre con l’immaginazione.

Luciana Licitra, laureata in giurisprudenza per errore, alla normazione ha preferito la narrazione in tutte le sue forme. Per passione e di professione fa la diseducatrice cinofila in un rifugio. Il suo gioco preferito è cambiare le carte in tavola, l'emozione più frequente la joie de vivre.

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Luciana

Licitra

 
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Roberto

Ranieri

Roberto Ranieri, romano, romanista, Pandoro per elezione e informatico d'eccezione. Milita con fervore. Si appassiona al fare, rullare, affabulare, immaginare, spingere e disfare. Non a caso il suo gioco preferito sono le costruzioni.

 

Salvatore Fachile, nato in un angolo di Sud appartato e sonnolento, ha imparato sin da bambino a guardare il mondo attraverso una lente di ingrandimento e un telescopio. Crescendo ha studiato il diritto e il rovescio di ogni cosa e da grande si è dedicato alla libertà di scelta, prima fra tutte quella di migrare, ma la sua vocazione più segreta è rimasta fare il mimo, da sempre il suo gioco preferito. La noia è l'emozione che lo accompagna più spesso, il suo risvolto, la curiosità, è quella che gli tende lo sgambetto. 

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Salvatore

Fachile

 
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Tania

Castellaccio

Tania Castellaccio, ischitana, il suo mare lo porta dentro. Femminista e militante. Ama giocare ad acchiapparella. Adora il baccalà anche se lo ha scoperto dopo i trent’anni. Il suo sentimento è la passione che le emoziona i pensieri e le fa pensare il corpo.